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Ingredienti

Dosi per:
150 gr Farina Manitoba
200 gr Farina 00 W150-180
10 gr Lievito di birra
50 gr Burro
90 gr Zucchero semolato
1 Uova
200 gr Latte
125 gr Uva sultanina
1/2 arancia Zeste di arancia
10 gr Miele
250 ml Panna fresca liquida da montare
q.b. Zucchero a velo
Per lo sciroppo di zucchero
80 gr Zucchero semolato
100 ml Acqua

Maritozzi con uvetta e panna montata

Cucina:
  • 45
  • Dosi per 9
  • Media

Ingredienti

  • Per lo sciroppo di zucchero

Presentazione

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I maritozzi sono un dolce tipico romano: sono paste lievitate soffici, arricchite di uva sultanina e scorza di arancia.

I maritozzi una volta cotti, ancora caldi, vengono spennellati con sciroppo a base di acqua e zucchero. Vengono poi tagliati al centro e farciti con panna montata: si  mangiano soprattutto a colazione. Già ai tempi dell’antica Roma le donne preparavano delle pagnotte addolcite con miele, uva passa e canditi. Nel Medioevo questi dolci venivano mangiati soprattutto in Quaresima. Pensare oggi che il maritozzo era un alimento consumato durante il periodo di digiuno quaresimale fa sorridere.

In seguito il maritozzo divenne il dono che il fidanzato regalava alla donna amata il primo venerdì di marzo, corrispondente all’odierno San Valentino.  Il dolce veniva decorato con cuori intrecciati, due mani che si stringono o un cuore trafitto da una freccia. Il nome maritozzo pare derivi quindi dalla deformazione burlesca di “marito”. << Trenta o quaranta volte più ggranne de quelli che sse magnano adesso; e dde sopre era tutto guarnito de zucchero a ricami>>.

Giggi Zanazzo, poeta, commediografo, antropologo romano, nella sua opera” tradizioni popolari romane”  sottolinea l’usanza quaresimale “der santo maritozzo”.

“In Quaresima pe’ ddivuzione se magneno li maritozzi, anzi c’è cchi è ttanto divoto pe’ magnalli che a ccapo ar giorno se ne strozza nun se sa quanti…..”  

Dopo queste divertenti citazioni, passiamo al tipo di lievitazione che si può adottare per queste paste lievitate;

La lievitazione diretta prevede un solo impasto con lievito di birra; nella lievitazione mista si usa il lievito di birra nel primo impasto, mentre nella seconda fase si aggiunge lievito madre. La Lievitazione con poolish o biga nella prima fase, con lievito di birra nella seconda; infine la  lievitazione naturale prevede utilizzo del solo lievito madre.

Oggi vi propongo l’impasto con lievitazione diretta, così anche i meno pratici potranno ottenere un risultato soddisfacente.





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Preparazione

1
Completo

Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido con un cucchiaino di zucchero.
Nella planetaria mettere le due farine e l'uovo a temperatura ambiente; iniziare a impastare con il gancio aggiungendo gradualmente il latte con il lievito. Inserire un pezzetto di burro morbido alla volta, solo fino a quando il precedente si è amalgamato bene all'impasto. Aggiungere lo zucchero, le zeste dell'arancia e il miele. Continuare ad impastare per circa 10 minuti ad una maggiore velocità fino a che l'impasto si stacca completamente dalle pareti del cestello. Aggiungere l'uva sultanina, abbassare la velocità ed impastare qualche secondo.

2
Completo

L'impasto deve risultare liscio, elastico e un pò appiccicoso.
Mettere l'impasto in una ciotola e coprire con pellicola; lasciare lievitare fino al raddoppio. (circa due ore nel forno chiuso)
Spolverare con farina il piano di lavoro, rovesciare l'impasto e dividerlo in 9 pezzi.
Rivestire con carta forno una teglia e adagiarvi sopra i maritozzi a cui avrete dato una forma allungata.

3
Completo

Fare lievitare nel forno chiuso per un'ora ancora o fino al raddoppio.
Riscaldare il forno a 180°C, infornare i maritozzi e cuocerli per 15 minuti circa; la superficie deve diventare dorata.
Mentre i maritozzi cuociono, far scioglier in un pentolino lo zucchero semolato e l'acqua. Una volta sfornati i maritozzi, spennellarli con lo sciroppo di zucchero per renderli lucidi.
Una volta freddati completamente, inciderli per lungo sulla parte superiore e farcirli con della panna montata al momento. Spolverizzare con un pò di zucchero a velo.

Dolce Matilda

Dolce Matilda

L’attrazione per la cucina risale a quando ero molto piccola. In casa osservavo con molta attenzione ciò che mia madre preparava. Uno dei ricordi più belli era quando la domenica si andava a pranzo dai nonni.

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