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Ingredienti

250 gr Farina di farro
100 gr Farina integrale
150 gr Farina Manitoba W350 Garofalo
150 gr Lievito madre
1 cucchiaino Malto
300 gr Acqua
20 gr Olio evo
5 gr Sale
50 gr Semi di lino
q.b. Fiocchi di avena

Filoncini al farro e semi di lino con lievito madre

Cucina:
    • Facile

    Ingredienti

    Presentazione

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    I filoncini al farro e semi di lino hanno un gusto delicato ma deciso, ottimi con il formaggio, ne esaltano il sapore rendendolo ancora più gustoso.

    I filoncini al farro e semi di lino hanno un sapore deciso offrendo al palato una gamma di sensazioni speciali nell’incontro con diversi ingredienti.

    Il pane è un’invenzione di cui l’uomo è sempre andato orgoglioso. Farina, acqua, lievito e sale sono i quattro elementi fondamentali; il quinto altrettanto importante è il tempo.

    Per fare il pane buono occorre che il ciclo dell’impasto, della lievitazione e della cottura avvenga secondo i tempi necessari. Dalla lievitazione, fase in cui avviene il vero miracolo, dipende la morbidezza del pane, il suo sapore caratteristico e la sua consistenza.

    In questa ricetta ho utilizzato farina integrale, di farro, manitoba, fiocchi di avena e semi di lino. Il risultato è un pane scuro, dalle fette molto profumate, la crosta croccante ed una mollica morbidissima.

    Il farro è uno dei primi cereali coltivati dall’uomo; povero di grassi, ha un contenuto proteico maggiore rispetto al grano tradizionale; è ricco di fibre, vitamina B e sali minerali. E’ più digeribile rispetto ad altri cereali ed è sempre più presente in diete vegane e vegetariane, contiene però il glutine quindi non adatto per la celiachia.

    La farina integrale è ricavata dalla macinazione del seme di grano intero e rispetto alla farina bianca risulta più nutriente perché apporta una percentuale maggiore di fibre, di proteine, di vitamine e di acidi grassi insaturi.

    Con i semi di lino invece facciamo il pieno di omega 3 e ci prendiamo cura del nostro intestino depurandolo. Per assimilare tutte le loro preziose sostanze nutritive è necessario sminuzzarli prima di mangiarli.

    L’avena può essere usata in fiocchi, tramite la pressione dei chicchi, al naturale o macinata e  ridotta in farina; Se ne ricava anche il latte, poco calorico, povero di grassi e ricco di acido folico.






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    Preparazione

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    Completo

    Rinfrescare il lievito madre qualche ora prima di preparare l'impasto.
    Sciogliere nella planetaria, con la foglia, il lievito madre con il malto e circa 100 grammi di acqua presi dal totale della ricetta.
    Sostituire la foglia con il gancio e inserire le farine (precedentemente setacciate) gradualmente, alternandole all'acqua. Fare attenzione perché ogni farina ha una capacità di assorbimento dei liquidi differente, quindi può servirvi un po' meno o un po' più di 300 gr che vi ho indicato.
    Impastare per 10 minuti circa, quindi aggiungere l'olio, poi il sale ed infine i semi di lino. L'impasto è pronto quando spingendolo con un dito, questo torna indietro.
    Trasferire il panetto liscio ed omogeneo in una ciotola unta d'olio e coprire con pellicola trasparente.
    Lasciare lievitare fino al raddoppio nel forno spento. ( ha impiegato 10 ore)

    2
    Completo

    Una volta raddoppiato l'impasto, infarinare un piano da lavoro, adagiarvi la pasta, dividerla in due e formare due filoncini.
    Inumidire con dell'acqua la parte superiore dei filoncini e cospargerli con fiocchi di avena.
    Foderare una teglia con carta forno e disporvi i filoncini. Far lievitare sempre in forno spento per altre due ore.
    Preriscaldare il forno a 220°C; inserire un pentolino di acqua sulla base del forno e come inizia a bollire infornare il pane. Cuocere a 220°C in modalità statica, per i primi 10 minuti, poi levare l'acqua e abbassare la temperatura a 200°C, continuando la cottura per altri 20 minuti circa. Il pane è cotto quando ribaltandolo e bussando sul fondo emette un suono come se fosse vuoto. Sfornare e lasciare freddare su di una gratella.

    3
    Completo
    Dolce Matilda

    Dolce Matilda

    L’attrazione per la cucina risale a quando ero molto piccola. In casa osservavo con molta attenzione ciò che mia madre preparava. Uno dei ricordi più belli era quando la domenica si andava a pranzo dai nonni.

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